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Dopo Fagioli, anche Sandro Tonali ha ammesso di aver scommesso. E di aver puntato somme di denaro “sul calcio e sul Milan”. La confessione è arrivata nel corso di due deposizioni fotocopia rese prima agli 007 della procura della Figc e poi, mercoledì, al pm Manuela Pedrotta e agli investigatori della squadra mobile di Torino, che lo hanno interrogato a Palazzo di giustizia nella veste di indagato.

“Ha fornito piena collaborazione alle autorità inquirenti chiarendo in modo esauriente la sua posizione”, confermano gli avvocati difensori, Marco Feno e Maurizio Scaccabarozzi. L’ex rossonero ha incassato anche il “pieno sostegno” del Newcastle, la squadra in cui milita, mentre da ambienti vicino al Milan si sottolinea che la società non è a conoscenza dei fatti e ha appreso le parole del centrocampista dagli organi di stampa.

Ma se la giustizia sportiva intende chiudere rapidamente la partita con i giocatori coinvolti, come dimostra il patteggiamento di Fagioli a 7 mesi di stop più 5 di iniziative di formazione per uscire dal tunnel della ludopatia, sul versante penale l’indagine è in pieno svolgimento e si affaccia su nuovi scenari. Bisogna capire se dal groviglio di dati, chat e password salteranno fuori i profili di frode sportiva, non solo per i calciatori coinvolti, ma anche per le altre persone che si servivano delle piattaforme non autorizzate.

Un conto, per un atleta, è infatti scommettere sulla vittoria della propria maglia, un altro è puntare su un risultato negativo. Per non parlare delle giocate su falli, ammonizioni, calci d’angolo, autoreti e qualsiasi altra minuzia in grado, potenzialmente, di alterare il corretto andamento di una gara. Al momento, comunque, non sarebbe emerso nulla del genere, ma l’elenco dei soggetti da monitorare è ancora molto lungo.

Fagioli, nel lungo interrogatorio davanti agli 007 della Figc, ha messo a verbale di avere scommesso “anche su Torino-Milan” perché le puntate sul calcio gli servivano per recuperare qualche somma da restituire ai creditori, ma “mai sulla Juventus”